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Arbus PDF Print E-mail
Written by Administrator   
Tuesday, 24 November 2009

Arbus

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Arbus (in sardo Àrbus) è un comune di 6.779 abitanti della provincia del Medio Campidano.

 


 

Geografia fisica

Il territorio comunale si estende per 26.716 ettari, ed è uno dei più estesi della Sardegna. Posto sulla costa sud-occidentale, costituisce con il Capo Frasca, l'estremo sud del golfo di Oristano.

Fanno parte del territorio, la catena montuosa del Monte Arcuentu e i monti circostanti, i quali dividono il Medio Campidano dal mare; un settore collinare intermedio con le zone minerarie di Ingurtosu e Montevecchio, che degrada verso il mare; la fascia costiera che si estende per circa 47 km di lunghezza, da Capo Frasca a nord, fino a Capo Pecora a sud.

A Torre dei Corsari e Pistis la costa è in prevalenza bassa e sabbiosa. A Piscinas e a Scivu si trova uno dei pochi deserti esistenti in Europa, con dune sabbiose che raggiungono un'altezza di 60 m. A Capo Pecora la costa è rocciosa, ricca di rocce granitiche.

L'entroterra arburese è ricco di zone minerarie, antico ricordo della principale attività economica del luogo: la zona è sempre stata conosciuta come sito di estrazione mineraria, sfruttata già dai Fenici e, diventata zona industriale, fu trasformata in area di insediamento urbano per tutti coloro che lavoravano nelle miniere.

Del comune di Arbus fanno parte anche le frazioni di Bau (13,36 km), Funtanazza (17,57 km), Gennamari (11,99 km), Ingurtosu (9,71 km), Marina di Arbus Funtanazza (17,74 km), Marina di Gutturu Flumini (16,23 km), Montevecchio (4,58 km), Pistis (25,05 km), Pitzinurri (9,36 km), Porto Palma (22,31 km), Portu Maga (15,68 km), Sant`Antonio di Santadi (24,21 km), Sa`Tanca (5,06 km), Torre dei Corsari (23,31 km), Torre di Flumentorgiu (23,59 km).

Storia

La data di fondazione di Arbus non è nota: non risulta inserito nell'elenco delle decime pontificie del 1341, comprendente invece altri villaggi del territorio, ma già nel 1320 è menzionato come facente parte della giurisdizione feudale del marchesato di Quirra[1]. Il comune di Arbus viene citato ancora nell'atto di allodiazione (cessione di proprietà libera da vincoli e tributi feudali) fatto alla catalana donna Violante Carroz l'8 novembre 1504 e, successivamente, nella Storia documentata della popolazione di Sardegna, in cui Corridore riporta gli atti del parlamento con la statistica dei comuni per fuochi e popolazione dell'anno 1678.

 

Le origini del nome

Il toponimo Arbus ha un'etimologia incerta[2]:

  • una prima congettura fa risalire il nome ad albus ("bianco"), riferito forse alla presenza di massicci granitici di colore chiaro;
  • una seconda ipotesi si rifà ad arburis, per l'abbondanza di alberi che in passato avrebbe caratterizzato il territorio;
  • secondo un'ultima ipotesi il termine deriverebbe da arabus, con riferimento alle orde saracene che un tempo avrebbero invaso le coste.

 

Il comune conservò la dipendenza dalla baronia di Monreale, appartenente ancora al marchesato di Quirra, fino al riscatto dei feudi (1836), quando la Sardegna venne divisa in dieci province, e Arbus fu assegnata alla provincia di Iglesias.

Il paese, dedito inizialmente all'agricoltura e alla pastorizia, ebbe uno sviluppo molto lento, tanto che nel 1688 contava appena 989 abitanti e dieci anni dopo ancora a 1282. Nel 1728 la popolazione saliva a 2126 abitanti e nel 1821 sfiorava le 3000 unità[3]. In quegli anni fiorì nel paese, grazie anche al vasto territorio comunale, l'allevamento di ovini, caprini, bovini, suini e cavalli che, nonostante l'assenza di strade, diede vita ad un commercio intenso soprattutto con Cagliari e Oristano. Altra attività di rilievo era quella dedicata alla tessitura dell'orbace, praticata dalla quasi totalità delle famiglie: su 670 case censite, 600 erano fornite di telaio.

In seguito all'ampliamento delle vicine miniere di Montevecchio e Ingurtosu e alla manodopera richiamata da diverse parti della Sardegna, nel 1901 Arbus con 6450 abitanti era uno dei paesi più grandi della diocesi di Ales. L'ulteriore sviluppo delle attività estrattive avvenuto nel periodo successivo alla seconda guerra mondiale portò la popolazione negli anni a metà del novecento a superare i 10.000 abitanti, ridottisi poi drasticamente in seguito alla crisi delle miniere e alla definitiva chiusura degli impianti.

Il XX secolo si è chiuso con nuove prospettive offerte all'economia del paese dalla valorizzazione delle coste che lambiscono ad ovest il territorio comunale. Si pensa che possa costituire la risorsa primaria per la nascita di una solida industria turistica in grado di risolvere i gravi problemi occupazionali.

Last Updated ( Wednesday, 07 July 2010 )
 
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